Latina dichiara guerra ai rifiuti: in un anno 2.350 controlli e 222 multe

LATINA – Abbandonare un sacchetto di rifiuti può sembrare un gesto banale, un peccato veniale di cui nessuno si accorgerà. Eppure, a Latina, le cose stanno cambiando. Il 2024 è stato l’anno della svolta per il controllo ambientale. Lo dicono i numeri, implacabili e chiari: 2.350 controlli effettuati dagli ispettori ambientali di Abc e ben 222 sanzioni, molte delle quali grazie alle ormai celebri fototrappole, vere sentinelle elettroniche piazzate nelle zone più critiche della città.

Il bilancio delle attività è stato presentato dall’assessore all’Ambiente, Franco Addonizio, che ha commentato con orgoglio i risultati ottenuti. «L’impegno costante nella tutela dell’ambiente sta dando risultati concreti», ha dichiarato, sottolineando come la sensibilizzazione e la tecnologia siano diventate alleate strategiche nella lotta contro l’abbandono dei rifiuti.

Ma di quali violazioni parliamo? Di tutto e di più. Dall’abbandono di sacchi in pieno giorno (31 le violazioni accertate in flagranza di reato) fino agli illeciti immortalati dalle fototrappole in vie ormai note ai “trasgressori seriali”, come via Nasi e via Epitaffio. Non mancano le sorprese: in alcuni casi, sono stati gli stessi sacchi abbandonati a svelare l’identità dei proprietari grazie a una minuziosa ispezione dei rifiuti. Le prove non mentono mai, nemmeno quando si parla di spazzatura.

Chi sono i trasgressori?

Dai dati raccolti, emerge un profilo ben preciso: il 64% delle violazioni è stato commesso da residenti di Latina, mentre il restante 36% da persone provenienti da altri comuni. Una percentuale che fa riflettere: non è sempre colpa degli “altri”, il nemico spesso si nasconde in casa.

E per chi viene colto in flagrante? Il regolamento di polizia urbana non fa sconti: 300 euro di sanzione, che possono raddoppiare nei casi più gravi. Un deterrente che punta a far riflettere, anche se c’è ancora molto da fare sul fronte dell’educazione ambientale.

Tecnologia e sensibilizzazione: la strada da seguire

Le fototrappole sono state una vera rivoluzione, ma la sola repressione non basta. Lo sa bene l’amministrazione, che punta a rafforzare la collaborazione con i cittadini. «Latina merita il meglio», ha ricordato l’assessore Addonizio. Parole che suonano come una sfida, ma anche come un invito.

In fondo, costruire una città più pulita e vivibile non è solo un compito delle istituzioni, ma una responsabilità collettiva. Smettiamo di puntare il dito e cominciamo a cambiare le nostre abitudini, partendo da piccoli gesti quotidiani. Un sacchetto gettato nel posto giusto non cambierà il mondo, ma forse può restituire a Latina un po’ di quel decoro che merita.