GAETA – Avanti tutta. Senza se e senza ma. La data è stata trovata – mercoledì 19 febbraio – e sarà ufficializzata nella conferenza dei capigruppo che coordinerà il presidente del consigli comunale di Gaeta Davide Speringo. L’aula la prossima settimana approverà “altri” progetti di finanza presentati da altrettanti imprenditori del settore balneare di Serapo per il rinnovo ventennale delle concessioni demaniali per finalità turistico-ricreative.
La maggioranza Leccese ha fretta, è pronta a recepire le istanze dei privati a condizione che quest’ultimi si impegnino a riqualificare, con propri investimenti, il litorali in cui operano. L’Autorità garante per la concorrenza ed il mercato sta predicando da tempo cautela e pazienza. Ha chiesto ed ottenuto dal sindaco Cristian Leccese una memoria scritta a sostegno della legittimità della procedura seguita per l’approvazione dei progetti di finanza che, presentati ai sensi dell’articolo 192 del decreto legislativo numero 36 del 31 marzo 2023, andrebbero in rotta di collisione con la direttiva Bolkstein, mai realmente applicata in Italia per la timidezza del nostro legislatore.
L’Agcm sta chiedendo da tempo licitazioni pubbliche a tutti gli effetti e l’ha fatto capire l’altro giorno in una “call” con il sindaco Leccese, i vertici della ripartizione urbanistica e dell’avvocatura, il cui esito è rimasto top secret. “Non posso dire nulla di quanto è emerso – ha commentato lapidariamente il sindaco di Gaeta – perché è in piedi un’interlocuzione interistituzionale che deve essere completata”. E invece al Comune di Gaeta – a quanto pare – sta interessando ben poco il monito rivoltogli dall’Agcm il 4 dicembre scorso. Gli chiedeva di presentare entro 60 giorni – adempimento rispettato al fotofinish la scorsa settimana – le controdeduzioni in ordine ai cinque progetti di finanza approvati con le delibere numero 41,42,43,44 e 45 del 24 agosto scorso con un monito: se non saranno rimosse le cause che stanno minando il rispetto della libera concorrenza “L’Autorità presentare ricorso al Tar entro i successivi trenta giorni”.
Nei giorni in cui il battagliero consigliere comunale di opposizione e presidente della commissione “Controllo e Garanzia” Franco De Angelis chiedeva al Comune di Gaeta e all’Agcm copia del verbale della “call” tenutasi presso l’aula consiliare a vivacizzare un confronto già di per sè molto teso era il presidente del consiglio comunale Davide Speringo, di professione titolare di una mini concessione balneare. Annunciava alle forze politiche la volontà della Giunta Leccese di andare avanti, nonostante le palesi censure dell’Agcm: in aula approderanno “altri” progetti di finanza nel frattempo protocollati e, soprattutto, definiti dal settore urbanistica.
Se per le minoranze di centrosinistra “è necessario quanto mai fermarsi e capire dove si sta andando a sbattere”, è finito sul banco degli imputati il dirigente del settore urbanistica Pietro D’Orazio. A marcarlo ad uomo da giorni sono i legali della società proprietaria di uno degli storici stabilimento balneari di Serapo, il “Cab”. Aveva presentato il 14 dicembre una sua proposta di progetto di finanza con il Comune protagonista di un atteggiamento pirandelliano: nessun accoglimento, nessuna bocciatura ma solo una “sospensione” della richiesta perché sarebbe stata protocollata in ritardo e priva di un piano economico-finanziario.
Intanto in consiglio il 19 febbraio arrivano “altri” progetti di finanza con il dirigente D’Orazio – è l’accusa del presidente De Angelis veicolata sui social – di non aver “mai risposto a nessuna delle richieste che il sottoscritto e i colleghi Consiglieri Comunali Emiliano Scinicariello e Sabina Mitrano gli abbiamo inviato. Non ha mai dato risposte alle varie richieste di chiarimenti riguardanti i Project financing (concessioni demaniali)e su tante altre pratiche”. Di una in particolar modo il consigliere De Angelis ne fa cenno in una lettera inviata alla Regione, alla stessa Agcm, alla direzione generale e a quella regionale dell’Agenzia del Demanio all’agenzia delle Dogane e dei monopoli.
Nella lettera c’è lo spettro di un interrogativo: il Comune di Gaeta ha chiesto l’intervento del Demanio – soggetto che gestisce le spiagge benché gli affidamenti siano demandati alle singole amministrazioni comunali – prima di compiere l’avventura, osteggiata da più parti, in primis dall’Agcm – dei progetti di finanza che, una volta assegnati, consentiranno di gestire gli stabilimenti balneari “prenotati” per i prossimi 20 anni? Durissimo De Angelis… “Il Comune di Gaeta dopo la data del 18 settembre 2024 ha accolto altre numerose istanze di progetto di finanza, continuando colpevolmente a disconoscere sia tutta la normativa vigente riferita alle gare di evidenza pubblica che l’obbligatorietà del nulla osta dell’Agenzia del Demanio”.
Il Comune di Gaeta starebbe calpestando il decreto legislativo 131/2024 che, convertito nella legge 166 il 14 novembre scorso, ha previsto proroghe fino al 2027, tutte straordinarie e in attesa dell’applicazione della Direttiva, legge non recepita a Gaeta in quanto è in corso la procedura di assegnazione con progetti di finanza. Da qui il monito all’Agcm a pronunciarsi definitivamente e a bloccare l’iter dei progetti di finanza poiché “queste procedure, difformi e contrarie alle norme in vigore, sono in procinto di essere perpetrate con ulteriori danni per gli operatori balneari, per i cittadini, per la legalità e con probabili danni erariali”.
Il consiglio comunale di Gaeta mercoledì getterà ulteriore benzina sul fuoco delle polemiche e la stagione Balneare 2025 tra meno di 40 giorni prenderà il via con una maggiore dose di incertezze e di incognite. E il primo ad esserne consapevole, in qualità di imprenditore del settore, è il presidente d’aula Davide Speringo. Ma tanto…