FORMIA – Volano letteralmente gli stracci (e forse anche le carte bollate) nella querelle, sempre più avvelenata da rancori di natura personale, che vede contrapposti da giorni il presidente del consiglio comunale di Formia (di Fratelli d’Italia) Pasquale Cardillo Cupo da una parte e i consiglieri di minoranza Paola Villa, Luca Magliozzi, Alessandro Carta e Imma Arnone. Avevano chiesto ed ottenuto un’audizione in Prefettura a Latina per censurare come l’avvocato Cardillo Cupo presieda il massimo consesso cittadino ed eserciti l’attività forense difendendo imprenditori (Roberto Sorrenti) legati al comune da rapporti di convenzione (gestione di alcuni siti archeologici che per le minoranze sono tutt’altro che fruibili da cittadini e residenti).
Il penalista formiano negli ultimi giorni ha ricevuto la solidarietà dai presidenti del consiglio dell’ordine forense e della Camera penale di Cassino, dal capogruppo di Fdi alla Regione Lazio Daniele Sabatini e del consigliere regionale e presidente della commissione Sviluppo economico Enrico Tiero. Fedele alla massima che la migliore difesa è sempre l’attacco, il presidente Cardillo Cupo si è definito “stanco”, unitamente agli imprenditori che difende, di “cotanta pochezza” e per esternare questa stanchezza ha pubblicato uno stralcio di un antichissimo capo d’imputazione della Procura della Repubblica di Cassino. Perché? S’indagava sull’esito, pilotato di alcune gare d’appalto al Comune di Formia quando il sindaco della città era il dottor Sandro Bartolomeo, marito della consigliera Imma Arnone. Cardillo Cupo per togliersi, dopo giorni, qualche fastidioso sassolino nella scarpa ha allegato sui social la parte della citazione in giudizio secondo la quale il fratello della dottoressa Arnone, Marcello, (all’epoca un agente del gruppo di Formia della Guardia di Finanza) avrebbe bonificato lo studio del cognato al secondo piano del palazzo municipale quando quest’ultimo era chiuso.
Le accuse di Cardillo Cupo sono taglienti come le pietre: “Credo però, cara Imma, che sia invece chiaro a tutti che incaricare, o vedere incaricati dal proprio coniuge – convivente, degli stretti congiunti appartenenti alle Forze dell’Ordine, di fare bonifiche all’interno del Comune di Formia per scoprire e neutralizzare il lavoro di altre Forze di Polizia, quando gli uffici comunali sono chiusi, per sfuggire alle legittime intercettazioni della DIA di Roma su ipotesi di reato gravissime, sia una circostanza di un elevato allarme sociale che dovrebbe aprire una seria riflessione, su cui in città andrebbe effettivamente aperto un dibattito, ma forse è meglio continuare a fare finta di nulla su questo e continuare a dire che gli Avvocati sono brutti e cattivi e che gli Imprenditori onesti tutti un manipolo di farabutti. Hai ragione Imma, il problema di Formia è se Cardillo Cupo difenda gli Imprenditori. Ah, scusami se ho reso nota questa gravissima circostanza che una certa parte politica (la Tua ovviamente) prova a tenere nascosta da anni, ma purtroppo l’ipocrisia è una qualità che io proprio non riesco a condividere. Buona Giornata”.
Trascorrono alcuni minuti e non tarda ad arrivare la replica del capogruppo di “Guardare Oltre”: “Caro Pasquale, a parte il fatto che non capisco cosa centri il PD in tutto questo. Però come sai sia la Dia e poi successivamente il Tribunale di Cassino hanno chiuso il caso che riguarda mio fratello con “il fatto non sussiste”. Inoltre il processo al quale fai riferimento per Sandro, lunedì sarà dichiarato prescritto per tutti tranne che per l’ex Sindaco Bartolomeo che ha rinunciato alla prescrizione per i reati amministrativi che vengono contestati. La DIA ha invece escluso i reati gravissimi ai quali, sottilmente, fai riferimento! E comunque non hai rivelato nessun segreto, la cosa è nota da tempo. Per quel che riguarda al post, forse hai saltato qualche riga, ti esorto a rileggerlo. Saluti”.
La controreplica di Cardillo Cupo è apparsa essere la fotocopia del primo e (quanto prima) scoordinato attacco: “Imma Arnone poi volevo chiederti se a te sembra eticamente o moralmente corretto – come dici Tu – che un Finanziere di Formia si rechi nel Comune di Formia per verificare e contrastare le intercettazioni disposte dalla DIA di Roma per indagare su ipotesi di reato amministrativi commessi all’interno del Comune?”
Ad infiammare questo inutile scontro epistolare, che sta entusiasmando la politica e poco e nulla la città, era stata la risposta fornita dalla dottoressa a Tiero e Sabatini. Li aveva ironicamente ringraziati “per l’attenzione che state mostrando per il nostro territorio” non mancando di ripercorrere le finalità dell’audizione chiesta al Prefetto di Ciaramella insieme ad “alcuni colleghi di minoranza”. E la dottoressa Arnone le ha ripetute: “La difficoltà di avere accesso agli atti che sono indispensabili per l’espletamento del nostro mandato, personalmente attendo atti da circa un anno e quando arrivano sono spesso monchi; siamo andati in Prefettura per chiedere se la giunta attuale operi in una situazione di illegittima. Faccio presente che la legge parla del 40% di quote rosa, oggi su 6 componenti c’è solo una donna”; “la chiusura del parcheggio ad uso pubblico del cinema multisala del mare da parte dell’imprenditore Roberto Sorrenti che già dall’ottobre del 2023 quando incominciai ad interessarmi come consigliere comunale, pose cartelli diffamatori nei miei confronti e già allora interessai la prefettura e sindaco” e la necessità che “il presidente del consiglio comunale prenda posizione pubblica, benché suo cliente, accanto ad un imprenditore che è anche titolare di un bando comunale per la valorizzazione dei beni archeologici di Formia”.
Imma Arnone è categorica, rivolgendosi a Sabatini e Tiero, quando esclude categoricamente di aver chiesto all’avvocato Pasquale Cardillo Cupo di rinunciare al suo impegno professionale. “Credo che ogni cittadino ha diritto ad essere difeso, fosse anche il più atroce assassino, figuriamoci per questo! Quello che si chiede è un po’ di sobrietà ed una posizione di terzietà quando si riveste una posizione apicale all’interno delle istituzioni. E in riferimento all’agibilità degli avvocati penso, e sono sicura che sarete d’accordo, che la pubblicizzazione su canali social di certe assoluzioni, forse non fa bene ai tanti giovani che li frequentano. Credo che ancor di più chi riveste un ruolo pubblico debba essere da esempio e dare messaggi valoriali di rilievo per le nuove generazioni”.
Ed il finale della replica della Arnone ai due esponenti di Fdi alla Regione Lazio era stato altrettanto pirotecnico: “Materiale per interrogazioni ora ne avete e credo sia importante conoscere bene le cose”. Ed è questo il principale problema in questo momento a Formia.