LATINA – Roma e Latina, ancora una volta teatro di un giro d’affari illecito legato ai rifiuti, sono finite al centro di un’indagine che ha portato all’arresto di quattro persone e al sequestro di tre aziende operanti nel settore del trattamento e trasporto dei rifiuti. Un sistema rodato, un meccanismo perfetto – almeno fino a oggi – che ha fruttato milioni di euro sulle spalle della legalità e della salute pubblica.
L’operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, ha preso forma stamattina all’alba. I Carabinieri del Comando Provinciale di Roma, affiancati dai Gruppi Forestali di Roma e Latina e dagli agenti della Polizia Locale e Metropolitana di Roma Capitale, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di misure cautelari emessa dal GIP del Tribunale di Roma.
Quattro arresti e un sequestro milionario
I destinatari dell’ordinanza di arresto domiciliare sono Gianni Altobelli, imprenditore di Latina, e i fratelli Carlo e Pasquale Obermaier, insieme a Mirel Baeram, ritenuto il principale responsabile della gestione operativa del traffico illecito. Le aziende coinvolte, Rofter Ecologia e Servizi Trasporti e Ambiente (entrambe con sede a Borgo San Michele, frazione di Latina), e la R.Eco.L. di Fondi, sono finite sotto sequestro.
Non si tratta solo di chiudere i cancelli delle aziende, ma di una misura ben più profonda: i complessi aziendali e le quote societarie sono stati affidati a un amministratore giudiziario. Insieme a ciò, è stato disposto il sequestro preventivo di circa cinquanta mezzi, utilizzati per la raccolta e il trasporto dei rifiuti. Un vero colpo al cuore di una macchina imprenditoriale che operava fuori dalle regole, senza autorizzazioni e in totale spregio delle norme sulla gestione dei rifiuti.
Oltre 6.000 tonnellate di rifiuti smaltiti illegalmente
Le cifre fanno rabbrividire: 540 tonnellate di rifiuti speciali pericolosi, tra cui batterie al piombo, e 5.500 tonnellate di rifiuti ferrosi e metallici sono stati conferiti illegalmente nei centri raccolta gestiti dalle società sotto accusa. Un traffico imponente, iniziato nel 2021, che ha coinvolto complessivamente 73 persone, tutte indagate a vario titolo per associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti (art. 452 quaterdecies CP), gestione di rifiuti non autorizzata e riciclaggio (648 bis CP).
I rifiuti venivano raccolti nei territori delle province di Roma e Latina, aggirando ogni tipo di controllo e tracciabilità, e poi conferiti nei centri di raccolta del capoluogo pontino, come se fossero regolarmente autorizzati. Una prassi consolidata che, almeno fino a oggi, sembrava garantire agli indagati ampi margini di profitto.
Un’indagine accurata e lunga due anni
L’inchiesta non è frutto del caso. Due anni di indagini, partite da segnalazioni e anomalie riscontrate nei flussi di rifiuti, hanno permesso ai Carabinieri di ricostruire il quadro completo delle attività illecite, puntando i riflettori su un mondo sommerso fatto di trasporti non autorizzati, documenti falsi e rifiuti pericolosi gestiti come fossero innocui.
Tutti gli indagati, è bene sottolinearlo, si trovano ancora in fase di indagini preliminari e, secondo il principio di presunzione di innocenza, saranno considerati tali fino a un eventuale definitivo accertamento di colpevolezza.
La mafia dei rifiuti: un fenomeno sempre più diffuso
Dietro il traffico illecito di rifiuti spesso si nascondono interessi ben più grandi del singolo imprenditore disonesto. La gestione dei rifiuti – specialmente di quelli speciali e pericolosi – è diventata uno dei settori prediletti per la criminalità organizzata, che sfrutta le falle nei controlli e nelle normative per costruire veri e propri imperi economici.
L’inchiesta di Roma e Latina potrebbe essere solo la punta di un iceberg, un tassello di un mosaico più ampio che coinvolge molte altre realtà locali e nazionali. E se da un lato l’azione delle forze dell’ordine rappresenta un segnale forte, dall’altro richiama l’urgenza di un sistema di controllo più rigido e capillare. Perché i rifiuti non sono solo un problema ambientale, ma anche e soprattutto una questione di legalità.