Cede uno spinello agli studenti: condanna definitiva per la docente di Aprilia

APRILIA – La vicenda giudiziaria che ha visto protagonista Alessia Nisticò, docente di Aprilia, si è conclusa con una sentenza definitiva. La Corte d’Appello di Roma, nel maggio del 2024, ha deciso di confermare la condanna nei confronti della docente accusata di aver ceduto cannabis a due studentesse minorenni. Sebbene la pena sia stata ridotta a quattro mesi rispetto ai due anni e otto mesi iniziali, la condanna non è stata impugnata, e quindi è diventata definitiva.

Il caso risale al giugno del 2020, quando la docente, che all’epoca insegnava presso l’Agenzia Formazione e Lavoro a Latina, ha suscitato incredulità e sconcerto per il suo comportamento. Secondo quanto ricostruito durante le indagini, Nisticò avrebbe fumato cannabis durante una lezione e, dopo averla fumata, l’avrebbe passata a due delle sue studentesse. Una delle ragazze ha raccontato agli investigatori che, dopo pranzo, la professoressa “ha tirato fuori una canna” e ha iniziato a fumare, offrendo poi la sigaretta ad alcuni studenti.

Il caso è stato seguito dal procuratore capo Giuseppe de Falco e ha coinvolto anche la Garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, Monica Sansoni, che si è costituita parte civile, assistita dall’avvocato Pasquale Lattari. La condanna a Nisticò ha avuto anche un risvolto economico, con il pagamento di una multa di 10mila euro, a testimonianza della gravità dei fatti. La sentenza della Corte d’Appello ha tenuto conto della “lieve entità” del reato e della “non menzione”, una decisione che ha in parte alleggerito la posizione della docente, ma che non cancella il danno subito dalla sua professione e dalla sua comunità scolastica.

Una delle studentesse coinvolte nella vicenda ha dichiarato di aver “fatto un solo tiro”, per poi sentirsi “girare la testa”, motivo per cui la docente avrebbe cercato di tranquillizzarla, offrendole un asciugamano bagnato e un bicchiere d’acqua. La testimonianza di questa ragazza ha aggiunto un ulteriore strato di drammaticità alla situazione, mostrando un lato della vicenda che va oltre la semplice violazione delle leggi sulle droghe.