ITRI/FONDI – Ma il piccolo Luigi Maggiacomo poteva salvarsi se fosse stato soccorso in tempo dopo aver subito un malore nelle fasi conclusive della sua lezione di nuoto presso la piscina “Sport Village” di Fondi? Tramortiti dal dolore per l’immane tragedia ora a porsi l’interrogativo sono gli stessi genitori del bambino, Alessandra e Federico, che hanno dato mandato all’avvocato Antonio Fargiorgio di beneficiare della sua assistenza legale e di compiere – come prescrive il codice di procedura penale – indagini autonome analogamente a quelle in corso dei Carabinieri della Compagnia di Terracina, coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica di Latina Martina Taglione.
La famiglia Maggicomo ha deciso di raccogliere una serie di puzzle per costruire il suo mosaico investigativo. Innanzitutto l’ordinanza dirigenziale del settore Sport del Comune di Fondi che ha intimato la chiusura preventiva di via Appia sullo scorta di dell’informativa del 7 febbraio scorso dei Carabinieri del Nucleo anti sofisticazione. I militari del Maggiore Egidio Felice avevano appurato al termine di un sopralluogo come le acque utilizzate dalla piscina fossero approvvigionate da un pozzo artesiano, le cui analisi di potabilità – è stato accertato – non venivano effettuate da cinque anni.
Secondo il Nas non sarebbe stata garantita la presenza dei bagnini sia per l’intero orario di apertura della piscina che in rapporto al numero dei bambini partecipanti alle lezioni di nuoto. Ma c’è di più. Le stesse prime indagini hanno appurato come nel pomeriggio della tragedia di Luigi non fosse stata garantita la presenza del personale con la disponibilità dell’attestato “Blsd”, l’acronimo di “Basic life support early defibrllation”. Insomma – l’hanno ipotizzato i Nas – al momento della tragedia di Luigi non c’era nella piscina di Fondi personale specializzato a soccorrere soggetti colpiti da arresto cardiaco.
Naturalmente le indagini della famiglia Maggiacomo faranno leva sulla relazione del dottor Edoardo Bottoni, il medico legale di parte che ha affiancato la dottoressa Cristina Setacci nello svolgimento dell’autopsia del piccolo Luigi.