Sperlonga / Maxi mutuo da 3 milioni per risarcire i cittadini colpiti da un vecchio esproprio edilizio

SPERLONGA – Non è passato inosservato al Pd di Sperlonga quanto avvenuto nell’ultima seduta del consiglio comunale dove il sindaco Armando Cusani, “nell’abituale silenzio tombale dei consiglieri di maggioranza e nella ormai recidiva assenza dei quattro consiglieri di minoranza”, ha cercato di alterare la realtà dei fatti su un punto spinosissimo per le casse, tutt’altro che floride, del comune. Il consiglio quello che doveva fare l’ha fatto: la richiesta di accensione di un mutuo di oltre 3 milioni di euro alla Cassa Depositi e Prestiti per far fronte al risarcimento dei danni causati ai legittimi proprietari di terreni occupati dal Comune “in maniera usurpativa” per dar vita ad un intervento di edilizia residenziale pubblica presentato dalla “Edilcoop Sudpontino”.

Questa coop e la stessa amministrazione comunale sono stati condannati in solido a pagare i danni causati dall’occupazione illegittima dei terreni dei signori Cardi e D’Ettorre, “quale conseguenza della loro condotta illecita nella conduzione della procedura espropriativa dei terreni utilizzati per finalità di edilizia residenziale pubblica”. Per il circolo sperlogano del Pd “non si è trattato, quindi di un normale e regolare iter espropriativo, come ha lasciato intendere il Sindaco. Ha omesso di dire che dei circa 18 mila metri occupati illegittimamente solo 9.260 metri quadrati sono andati a costituire l’area di sedime e di pertinenze degli alloggi costruiti. I restanti 7.911 mq sono sempre rimasti nella piena disponibilità del Comune che, infatti, li ha destinati a strade pubbliche e verde pubblico. Anzi, durante gli anni di amministrazioni a guida dell’attuale maggioranza, la maggior parte di questa restante area è stata concessa in gestione a privati per attività commerciale (realizzando anche un fabbricato ad uso bar/pizzeria), mentre una ulteriore parte è stata concessa – per anni e fino a poco tempo fa – come cantiere edile di una proprietà privata. Naturalmente si tratta di aree per le quali il Comune ha sempre percepito un canone di locazione”.

Le censure politico-amministrative dei Dem arrivano ad ipotizzare come “il maldestro tentativo del sindaco di coprire le responsabilità del Comune con la motivazione che la Cooperativa costruttrice era stata delegata all’esecuzione delle procedure espropriative risulta essere una pietosa foglia di fico. Il Comune aveva comunque il dovere di vigilare sulla correttezza dell’iter espropriativo. C’è da considerare, inoltre, che le varie amministrazioni guidate direttamente dal Sindaco Cusani o indirettamente da persone di sua fiducia governano ininterrottamente il paese dal 1996 e quindi avrebbero avuto tutto il tempo per porre rimedio agli errori commessi. Esse, invece, sono state parte attiva nelle vicende del contenzioso insorto con i proprietari. Dunque eviti il Sindaco Cusani di recitare la parte di chi casca dal pero lasciando intendere di essere venuto a conoscenza della situazione solo recentemente”.

Per il Pd “un altro momento di amnesia del sindaco Cusani è stato quello in cui ha omesso di dire che fine hanno fatto le somme che la Cooperativa costruttrice ha versato nei lontani anni 80 nelle casse del Comune per indennità di espropriazione non accettate dai proprietari dei terreni. Il Comune avrebbe dovuto depositare queste somme (così come prevede la legge) presso la Cassa Depositi e Prestiti a favore dei proprietari delle aree e per gli oneri di affrancazione del diritto di uso civico (che sarebbero dovute essere restituite alla Cooperativa costruttrice Edilcoop Sudpontino e quindi agli assegnatari degli alloggi). Non abbiamo sufficienti elementi per stabilire se si sia trattato dell’ennesima amnesia o se il Sindaco consideri carta straccia le sentenze dei tribunali, fatto sta che – ha aggiunto il segretario Dem Lucio Ferrante – l’amministrazione da lui guidata non ha tenuto in alcun conto che la Corte di Appello di Roma, con la sentenza a favore dei signori D’Ettore ha chiaramente ribadito che la somma stabilita quale danno, in conseguenza di atto illecito da parte del Comune e della Cooperativa costruttrice, non può essere riversata sugli attuali concessionari del diritto di superfice (sentenza della Cassazione civile numero 9024/2016). Anzi, imperterrita, l’Amministrazione Cusani ha fatto l’esatto contrario di quanto stabilito da questa sentenza, continuando, a spendere soldi pubblici per un insensato, ingiustificato e incomprensibile accanimento nei confronti degli attuali concessionari del diritto di superfice”.

Il Partito Democratico arriva, inoltre, ad ipotizzare come il sindaco Cusani abbia omesso in consiglio di ammettere “un’ultima indelebile macchia”. “Se la sua amministrazione non si fosse accanita nella velleitaria ricerca di un capro espiatorio, se non si fosse intestardita nel tentativo illegittimo di scaricare sugli incolpevoli concessionari del diritto di superfice l’enorme costo del risarcimento ai proprietari dei terreni, se l’Amministrazione si fosse invece attivata con l’urgenza che la questione richiedeva e avesse soddisfatto i proprietari in un tempo congruo, gli interessi e la rivalutazione maturati non sarebbero lievitati a dismisura e oggi non ci troveremmo ad affrontare le conseguenze di un debito milionario”.

Le considerazioni politiche che ha avanzato il Pd, a margine di questa richiesta di accensione di questo mutuo, è essenzialmente la seguente. La Cassa Depositi e Prestiti “potrà mai concedere un prestito di oltre 3 milioni di euro ad un Comune, come quello di Sperlonga già dichiarato dalla Corte dei Conti in pre-dissesto finanziario ? Comunque vadano le cose, la somma di quasi tre milioni e mezzo di euro che il Comune dovrà pagare come risarcimento del danno causato finirà per pesare inesorabilmente sulle tasche dei cittadini di Sperlonga” – ha concluso amareggiato il segretario Dem Ferrante.