LATINA – Un nuovo capitolo si apre per l’ex Banca d’Italia e l’ex Garage Ruspi. Il prossimo 13 febbraio, la sindaca di Latina, Matilde Celentano, e la rettrice della Sapienza, Antonella Polimeni, firmeranno la convenzione che sancirà ufficialmente il passaggio dei due immobili storici al prestigioso ateneo romano.
L’appuntamento, previsto alle 10.30 presso l’ex Garage Ruspi, segnerà l’inizio di una nuova vita per queste due strutture simbolo della città. Da quel momento, l’ex Banca d’Italia e il Ruspi diventeranno parte del campus universitario che la Sapienza sta costruendo a Latina, con alcuni spazi che resteranno di competenza del Comune per attività amministrative ed eventi culturali.
Una scelta strategica per la città e l’ateneo
L’accordo arriva dopo mesi di discussioni e valutazioni. Da un lato, il Comune di Latina, alle prese con i costi di gestione e manutenzione di due edifici tanto prestigiosi quanto onerosi, ha deciso di affidarli in comodato oneroso alla Sapienza per i prossimi trent’anni. Dall’altro, l’università punta a potenziare il suo polo pontino, arricchendo l’offerta didattica e aprendo nuovi spazi a studenti e cittadini.
Il canone annuo sarà di 86.539 euro per l’ex Banca d’Italia e 49.757 euro per l’ex Garage Ruspi, cifre che potranno essere compensate dai lavori di manutenzione straordinaria che l’ateneo dovrà sostenere, soprattutto per la ristrutturazione completa della ex Banca d’Italia.
Per gli studenti, il Ruspi sarà subito operativo come aula studio, mentre la trasformazione della ex sede della Banca d’Italia richiederà più tempo: l’edificio sarà completamente adattato alle nuove esigenze, con aule didattiche e una biblioteca aperta a tutta la cittadinanza.
Critiche e prospettive future
Non sono mancate le polemiche. L’opposizione ha criticato duramente la scelta, accusando l’amministrazione di sottrarre alla collettività due spazi simbolici della città. Il Garage Ruspi, in particolare, era stato recentemente ristrutturato con fondi destinati a farne una sede per mostre ed eventi culturali, mentre l’acquisto della ex Banca d’Italia sotto l’amministrazione Coletta era stato pensato per trasformarla in una “casa della città”.
Eppure, con la Sapienza già presente in numerosi edifici del centro, la prospettiva è quella di un vero e proprio campus universitario diffuso, un progetto ambizioso che potrebbe cambiare volto a Latina.
E il futuro del centro storico?
L’orizzonte potrebbe allargarsi ancora. La sindaca Matilde Celentano aveva già parlato della possibile acquisizione di Palazzo Key, un edificio oggi fatiscente nel cuore del centro storico, proponendo un difficile bivio tra abbattimento e ristrutturazione. C’è anche l’ex Palazzo Porfiri, già in vendita per 4,9 milioni di euro: un’opzione su cui il Comune e l’università potrebbero fare un pensiero.
Intanto, il 13 febbraio sarà solo l’inizio di un nuovo capitolo per la città di Latina. Un capitolo che potrebbe trasformare il centro storico in un polo culturale e didattico di primo piano, dando nuova linfa a edifici simbolici e offrendo opportunità a studenti e cittadini.