LATINA – L’ombra della criminalità organizzata si estende sempre di più sul Lazio, e non solo nella città metropolitana di Roma. L’ultima relazione della Corte d’Appello di Roma ha dipinto un quadro preoccupante delle infiltrazioni mafiose in provincia di Latina, toccando città come Formia, Scauri, Minturno e Aprilia, dove il controllo del territorio da parte di gruppi criminali è sempre più evidente.
Le mafie in terra pontina: autoctone o delocalizzate?
Non si parla solo di camorra, ‘ndrangheta e mafia siciliana, ormai radicate anche qui, ma anche di mafie autoctone, organizzazioni nate sul territorio e capaci di interfacciarsi con il crimine organizzato tradizionale. L’incremento del 60% dei procedimenti aperti dalla Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) rispetto allo scorso anno conferma quanto il fenomeno sia in crescita. E la presenza mafiosa non si limita al traffico di stupefacenti, all’usura e alle estorsioni: il vero salto di qualità si è avuto con l’intreccio tra criminalità e pubblica amministrazione, come dimostrato da diverse inchieste.
Gli investigatori hanno evidenziato il forte radicamento di due “locali” di ‘ndrangheta ad Anzio e Nettuno, ma anche la crescita esponenziale di gruppi criminali a Latina e dintorni, capaci di infiltrarsi perfino nelle competizioni elettorali. Un caso emblematico è quello del tentativo di condizionare le elezioni amministrative del 2016 a Latina e Terracina, confermando che la mafia, qui, ha compreso l’importanza del controllo politico.
Un tribunale sotto pressione
Se la criminalità dilaga, il sistema giudiziario annaspa. Il Tribunale di Latina è sommerso di fascicoli: oltre 200 processi per criminalità organizzata, mentre le pendenze finali hanno toccato quota 8.108 procedimenti, rendendo complicato portare avanti i processi più complessi e garantire tempi ragionevoli per le sentenze. Mancano risorse, magistrati e personale: un deficit che gioca a favore dei clan, i quali sanno bene che il tempo è dalla loro parte.
L’altra emergenza: il caporalato
Nella relazione della Corte d’Appello emerge anche un altro dato drammatico: lo sfruttamento del lavoro. In provincia di Latina, specialmente nell’agricoltura, il caporalato è un problema endemico, con migliaia di lavoratori – in particolare della comunità indiana – impiegati senza diritti e senza tutele. Il caso di Satnam Singh, abbandonato dopo un incidente sul lavoro, ha riportato l’attenzione su un fenomeno diffuso ma ancora difficile da contrastare, complici il silenzio e la paura delle vittime.
Un’emergenza senza fine?
Quella che emerge è una realtà inquietante, in cui la criminalità organizzata continua ad adattarsi e a rafforzarsi, mentre lo Stato fatica a contrastarla in modo efficace. Il basso Lazio, una terra che un tempo sembrava immune dalle mafie, oggi è una zona calda, dove gli interessi illeciti prosperano e le istituzioni arrancano.
Ma è proprio questa consapevolezza che deve spingere a non abbassare la guardia. Perché, come insegnano le storie di chi ha combattuto le mafie, il primo passo per vincere è riconoscere il nemico.