FONDI – La Procura aveva chiuso il caso, ma la famiglia di Nicola Vicidomini, il marittimo di 56 anni originario di Procida, trovato morto sulla spiaggia del Salto di Fondi il 12 ottobre 2020, non si arrende. Ieri mattina, davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Barbara Cortegiano, si è tenuta l’udienza di opposizione all’archiviazione richiesta dalla famiglia, che chiede di far luce sulle reali cause del decesso.
Un caso ancora avvolto nel mistero
Vicidomini era scomparso il 1° ottobre 2020 da Monte di Procida, in provincia di Napoli. Quel giorno aveva telefonato a casa, dicendo di trovarsi a Formia, ma da quel momento si erano perse le sue tracce. L’auto dell’uomo, una Mercedes Classe A, venne individuata la sera del 10 ottobre a poca distanza dalla spiaggia del Salto di Fondi. Il giorno successivo, i Vigili del Fuoco ritrovarono il corpo sulla spiaggia.
L’ipotesi della Procura e il muro di riserbo
Le indagini, condotte dai Carabinieri della Compagnia di Terracina, non avevano evidenziato segni di violenza sul corpo di Vicidomini. L’assenza di evidenze riconducibili a un’aggressione aveva portato gli inquirenti a ipotizzare un gesto estremo, e la Procura di Latina aveva chiesto l’archiviazione. Anche il cellulare dell’uomo, ritrovato spento dopo giorni, non aveva fornito elementi utili alle indagini.
Nonostante ciò, la famiglia di Vicidomini non ha mai creduto a questa ricostruzione e ha presentato opposizione alla chiusura del caso. Al momento, non emergono dettagli dagli avvocati della famiglia, e sul procedimento vige il massimo riserbo.
Un mistero anche mediatico
La scomparsa di Vicidomini aveva suscitato grande attenzione, tanto da essere stata segnalata anche nel programma “Chi l’ha visto?” su Rai Tre, ma senza che emergessero piste alternative.
Adesso, con l’udienza davanti al GIP, la famiglia spera che il caso non venga chiuso definitivamente e che possano essere effettuate ulteriori indagini per chiarire una vicenda ancora piena di interrogativi.