Formia / Mazzo di rose sul parabrezza dell’auto di Paola Villa: gesto romantico o messaggio inquietante?

FORMIA – Un dettaglio, apparentemente semplice, ma che si tinge di significati potenzialmente oscuri. La mattina del 21 gennaio, in Via della Conca, a Formia, un mazzo di rose bianche e rosse è stato trovato adagiato sul parabrezza dell’auto di Paola Villa, consigliera comunale di opposizione e figura di spicco del gruppo politico “Un’Altra Città”. Non un’auto qualsiasi: una Fiat Panda facilmente riconoscibile, parcheggiata a pochi passi dalla sede del movimento politico.

Il gesto, che a prima vista potrebbe sembrare un omaggio anonimo, ha destato subito preoccupazione. I Carabinieri della Compagnia di Formia, avvisati dell’accaduto, si sono precipitati sul posto per verificare la situazione. Tra di loro, il maggiore Quintino Russo, comandante della Compagnia, accompagnato dagli esperti della Scientifica. Le rose sono state prelevate e inviate per analisi.

Un simbolo inequivocabile?

Paola Villa non è una figura politica qualunque. Ex sindaco di Formia, è nota per la sua fermezza nel denunciare le infiltrazioni criminali nel tessuto socio-economico del sud pontino. Nel 2019, durante una commissione antimafia della Regione Lazio, ebbe il coraggio di nominare famiglie camorriste storicamente presenti nel territorio, come i Bidognetti e i Bardellino. Un atto che non passò inosservato e che consolidò il suo profilo come una voce controcorrente e decisa.

Negli ultimi giorni, Villa è stata oggetto di ulteriori attacchi. Sui social, Angelo Bardellino – membro della nota famiglia – l’ha accusata di razzismo e giustizialismo. Non è la prima volta che l’ex sindaco finisce al centro di polemiche. Recentemente, ha riacceso i riflettori sulla figura di Eduardo Parente, coinvolto nel processo antimafia “Anni 2000” e poi assolto, ricordando una fotografia che lo ritraeva con diversi amministratori locali. Un tema scottante, che ha alimentato tensioni nella scena politica locale.

Secondo quanto riportato, Villa non parcheggia abitualmente la sua auto in Via della Conca. La Panda si trovava lì perché la consigliera aveva partecipato a una riunione del suo movimento politico la sera precedente. Dopo l’incontro, i partecipanti si erano allontanati, lasciando l’auto parcheggiata in una zona poco frequentata. Un dettaglio che solleva ulteriori interrogativi: chi ha lasciato quelle rose e con quale intento? Conosceva le abitudini della consigliera? E, soprattutto, voleva lanciare un messaggio?

Il peso delle denunce

La parabola politica di Paola Villa è stata segnata da una costante esposizione contro il malaffare. La sua amministrazione, benché breve, è stata caratterizzata da una lotta senza compromessi contro la criminalità organizzata, un tema che continua a dividerla dai suoi detrattori.

Ora, però, la questione assume un tono più personale. Il mazzo di rose potrebbe essere interpretato come un gesto ironico, un simbolo ambiguo o addirittura una provocazione. I Carabinieri stanno vagliando tutte le ipotesi. Nel frattempo, Villa è stata interrogata e accompagnata dai militari anche al suo posto di lavoro, un gesto che sottolinea la serietà con cui le forze dell’ordine stanno trattando l’accaduto.

Cosa resta da capire

È difficile dire con certezza se l’episodio sia direttamente collegato alle recenti polemiche o alle sue passate denunce. Tuttavia, un elemento è certo: chi ha lasciato quelle rose voleva essere notato. Un segnale, un avvertimento o, magari, un gesto innocuo che è diventato inquietante nel contesto di una città dove la criminalità organizzata è una presenza concreta e costante.

Il clima di tensione è palpabile e, ancora una volta, Formia si trova a fare i conti con le ombre che avvolgono la sua scena politica e sociale. Paola Villa, dal canto suo, non sembra intenzionata a indietreggiare, mantenendo la sua posizione di vigilanza e denuncia. Ma in una terra dove i simboli contano quanto le parole, anche un mazzo di rose può diventare un enigma da decifrare.