LATINA – Durante le perquisizioni eseguite in seguito all’emissione di sei ordinanze di applicazione di misure cautelari personali nell’ambito dell’inchiesta sulle patenti false, gli agenti della Polizia di Stato della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica di Latina e della Squadra di Polizia Giudiziaria della Sezione Polizia Stradale di Latina hanno rinvenuto e sequestrato un’ingente somma di denaro: 73.000 euro in contanti, oltre a materiale probatorio che conferma l’esistenza di un sistema illecito per superare gli esami di guida.
L’operazione, condotta su delega della dott.ssa Barbara Cortegiano, GIP del Tribunale di Latina, e coordinata dal Sostituto Procuratore Valerio De Luca, ha permesso di smascherare un’associazione a delinquere finalizzata alla falsificazione degli esami teorici per il conseguimento della patente di guida. Le indagini, svolte tra ottobre 2022 e giugno 2023, hanno portato alla luce il coinvolgimento di alcune autoscuole della provincia di Latina e di Mugnano di Napoli, un dipendente della Motorizzazione Civile di Latina e un addetto alla vigilanza della stessa Motorizzazione.
Il sistema illecito: microtelecamere e aiuti a distanza
Secondo quanto emerso dalle investigazioni, i candidati pagavano per ottenere il superamento dell’esame teorico attraverso un sofisticato sistema di trasmissione remota. Indossavano abiti appositamente modificati per nascondere microtelecamere, che permettevano loro di ricevere suggerimenti dall’esterno. Il personale complice all’interno della Motorizzazione garantiva che le irregolarità non venissero rilevate, permettendo così il rilascio delle patenti.
Le prove sequestrate: software, dispositivi elettronici e contanti
Durante le perquisizioni, oltre alla somma di 73.000 euro, sono stati rinvenuti indumenti modificati per nascondere i dispositivi elettronici utilizzati durante le sessioni d’esame, oltre a software specializzati per la trasmissione remota del segnale. Il materiale costituisce una prova schiacciante del sistema fraudolento messo in atto.
Gli arresti e le accuse
Le ordinanze restrittive hanno coinvolto diciotto indagati, sei dei quali accusati di aver costituito un’associazione per delinquere. Le accuse spaziano dalla corruzione alla falsificazione di atti pubblici, passando per la truffa ai danni dello Stato. Le indagini si sono avvalse di intercettazioni telefoniche e ambientali, registrazioni video e acquisizione di documentazione relativa ai fascicoli degli esami.
Un sistema che minaccia la sicurezza stradale
L’operazione ha permesso di smantellare un meccanismo che metteva in serio pericolo la sicurezza stradale, consentendo a persone senza adeguata preparazione di ottenere una patente di guida. Le autorità invitano chiunque abbia informazioni su episodi simili a segnalare eventuali anomalie per prevenire nuovi casi di frode.
Le indagini proseguono per accertare eventuali ulteriori responsabilità e per verificare quanti siano stati i beneficiari di queste patenti ottenute illegalmente.