Università di Cassino, scandalo al TFA sostegno: un sistema corruttivo per l’accesso al corso abilitante

CASSINO – Un’inchiesta della Guardia di Finanza ha portato alla luce un grave scandalo che coinvolge il concorso per l’accesso al TFA sostegno presso l’Università di Cassino e del Lazio Meridionale. Secondo il giudice per le indagini preliminari, si tratta di un’organizzazione criminale che avrebbe gestito un sistema corruttivo per favorire i candidati disposti a pagare ingenti somme di denaro.

Arresti e indagati

Tra i principali protagonisti dello scandalo figurano i professori dell’Unicas Giovanni Arduini e Diletta Chiusaroli, posti agli arresti domiciliari, e Giancarlo Baglione, titolare dell’istituto di formazione “Cervantes” di Sora. Indagati anche l’ex consigliere comunale di Cassino Massimiliano Mignanelli e altre 23 persone, tra cui aspiranti candidati e intermediari. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Andrea Corvino, hanno evidenziato una rete di complicità all’interno dell’università e nell’istituto privato.

Il meccanismo della corruzione

Il sistema prevedeva un pagamento di 15.000 euro da parte dei candidati, suddiviso in tre tranche di 5.000 euro, corrispondenti alle tre fasi concorsuali. Grazie alla complicità di membri della commissione giudicatrice e del titolare dell’istituto privato, i candidati ricevevano in anticipo le risposte ai test e gli argomenti delle prove scritte e orali. Inoltre, i professori garantivano il massimo punteggio ai candidati segnalati, indipendentemente dalla qualità delle loro risposte.

“La luna è viola”: il nome dell’operazione

Il nome dell’operazione, “La luna è viola”, prende spunto da un episodio emblematico: un imprenditore rassicurò i candidati che, anche scrivendo assurdità nelle prove (come “la luna è viola”), avrebbero comunque ottenuto il massimo dei voti grazie ai suoi rapporti con i membri della commissione. Questo dettaglio simboleggia l’assurdità e la gravità del sistema messo in atto.

Sequestro e profitto del reato

Il Giudice per le Indagini Preliminari, Alessandra Casinelli, ha disposto il sequestro di 100.000 euro, somma considerata profitto del reato. Le indagini bancarie, intercettazioni telefoniche e ambientali hanno documentato l’intero flusso illecito di denaro e la spartizione tra i membri del sodalizio criminale.

Lo scandalo assume una gravità ancora maggiore se si considera che il concorso era finalizzato all’abilitazione per il sostegno didattico a studenti con disabilità, un ruolo di fondamentale importanza e delicatezza. La corruzione non solo ha tradito la fiducia pubblica, ma ha messo a rischio la qualità del supporto educativo per gli alunni più fragili.