Latina / La tragedia di via Piccarello: è Patricia Masithela la ragazza sbranati dai cani di un amico

LATINA – C’è un silenzio cupo che avvolge via Piccarello, una strada della periferia di Latina, dove stanotte si è consumato un dramma che lascia una comunità intera senza parole. Una giovane donna, Patricia Masithela, madre di un bambino di cinque anni, ha perso la vita in un modo atroce, vittima di un branco di cani che l’ha aggredita nella villetta di un amico quarantenne, attualmente assente.

Patricia, 29 anni, di origini sudafricane ma residente da anni a Latina, era conosciuta per la sua vitalità. Aveva lavorato come barista, provato a inseguire il sogno della musica, pubblicando anche una canzone online. Una vita normale, con i suoi alti e bassi, che si è spezzata in una notte di sangue e orrore.

Un incubo che si ripete

Quella villetta di via Piccarello, già teatro di un episodio simile una settimana fa, sembra nascondere più domande che risposte. Un’altra donna, amica dello stesso proprietario, era stata attaccata dai cani, ma l’uomo era riuscito a placarli, riportando ferite anche lui. Questa volta, però, Patricia era sola.

Si è avvicinata al cancello della casa intorno alle 3:30 del mattino, forse per incontrare quell’amico che potrebbe aver avuto un ruolo più intimo nella sua vita. I cani, cinque in tutto, non le hanno lasciato scampo. Malnutriti, trascurati, selvaggi. Un branco che ha reagito con ferocia disumana, balzandole addosso in un assalto che non ha lasciato margini di difesa.

Le sue urla hanno squarciato la quiete della notte. I vicini hanno lanciato l’allarme, ma quando i poliziotti della Squadra Volante sono arrivati sul posto, la scena era già tragica. Patricia era a terra, ferita gravemente, il sangue che macchiava l’asfalto e la sua voce flebile che chiedeva aiuto.

Un intervento disperato

Gli agenti hanno dovuto sparare in aria per allontanare i cani, uno dei quali è stato abbattuto per consentire ai soccorritori di avvicinarsi. Gli altri sono fuggiti o si sono allontanati, ma era troppo tardi. I medici del 118 hanno tentato l’impossibile, ma Patricia è spirata poco dopo l’arrivo in ospedale. Il suo corpo, ora, è a disposizione dell’autorità giudiziaria, che valuterà la necessità di un’autopsia.

Chi sono i veri responsabili?

La tragedia ha sollevato un’ondata di domande e accuse. Il proprietario dei cani, un uomo sulla quarantina, rischia un’indagine penale. Gli animali, stando ai primi accertamenti, vivevano in condizioni di degrado. Non erano registrati all’anagrafe canina, non avevano ricevuto vaccinazioni né cure adeguate. Si parla perfino della possibilità che fossero affetti da rabbia.

Ma oltre alla responsabilità legale, rimane una responsabilità morale. Come può una persona lasciare cinque animali in quello stato, abbandonati a un istinto che si è trasformato in furia assassina? E cosa faceva Patricia in quella casa a quell’ora?

Una comunità in lutto

Patricia lascia un bambino di cinque anni, che ora dovrà crescere senza una madre. La comunità di Latina è scossa, incredula. È una tragedia che poteva essere evitata, forse con più attenzione, forse con regole più rigide sull’allevamento e la gestione dei cani.

Ma il dolore resta, acuto e insopportabile. Resta quel silenzio carico di domande che via Piccarello non può nascondere. Una madre, una figlia, un’amica è morta in circostanze che ci interrogano tutti. E ora è il momento di pretendere risposte. Per Patricia, per suo figlio, e per chiunque creda che una vita umana valga più di una catena spezzata.