Latina / Abc, appalti pilotati e corruzione: misure cautelari per funzionari pubblici e imprenditori

LATINA – Si stringe il cerchio intorno ai protagonisti dello scandalo che coinvolge l’Azienda per i Beni Comuni di Latina (ABC). Questa mattina, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Latina, su mandato della Procura della Repubblica, hanno eseguito sette misure interdittive nelle province di Latina, Frosinone, Potenza e Modena. L’operazione, coordinata dal giudice per le indagini preliminari Laura Morselli, segna un passo importante in un’indagine che si estende dal febbraio 2021 al marzo 2022.

Le misure cautelari

Le interdittive riguardano:

  • Tre funzionari di ABC, tra cui Paola Del Mastro e Stefano Berna, oltre all’ex direttore generale Silvio Ascoli, sospesi per 12 mesi dall’esercizio di un pubblico ufficio o servizio.
  • Quattro imprenditori, destinatari del divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione per lo stesso periodo. Si tratta di Emilio Tullio (Scau Ecologica srl, Era Ecologica srl), Paolo Picicco (Agro Verde/Giardini di Gaia), Paolo Silingardi (Achab srl) e Franco Fioroni (Like srl).

I reati contestati

Le accuse, gravissime, includono:

  • Turbata libertà degli incanti e del procedimento di scelta del contraente
  • Corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio
  • Frode nelle pubbliche forniture

L’inchiesta ha fatto emergere un sistema radicato di condizionamento delle gare d’appalto, favorito da bandi su misura e da un clima di opacità amministrativa. In cambio, vantaggi personali per i funzionari coinvolti.

Una rete di corruzione

Secondo la Procura, l’apparato interno di ABC sarebbe stato compromesso da un intreccio tra funzionari e imprenditori, culminato in pranzi di lusso e regalie. Emblematico è l’episodio del pranzo al ristorante “Il Granchio” di Terracina, offerto dall’imprenditore Emilio Tullio a Paola Del Mastro e Stefano Berna, insieme ad altri indagati. Un convivio da 800 euro, seguito dall’aggiudicazione a Era Ecologica di un appalto da 104.000 euro.

Le accuse agli imprenditori

Gli imprenditori sotto inchiesta avrebbero concordato tra loro la spartizione degli appalti, sfruttando procedure di affidamento diretto e spacchettamenti artificiosi per evitare gare pubbliche. Questo sistema garantiva l’assegnazione di contratti a un ristretto gruppo di aziende, a scapito della trasparenza.

Origine dell’indagine

Il caso nasce dalle denunce di una ex funzionaria di ABC, che ha sollevato dubbi sulla gestione dei contratti e sui costi delle operazioni di noleggio automezzi. Gli affidamenti diretti, secondo quanto emerso, avrebbero potuto essere evitati utilizzando risorse interne all’azienda. L’operato dei funzionari indagati ha invece generato un sistema di favori e vantaggi reciproci.

Un’azienda nel mirino

ABC, fondata dalla prima amministrazione Coletta come modello di efficienza pubblica, è ora travolta dall’ombra del malcostume. Le indagini hanno messo in discussione l’intera gestione dell’azienda speciale, nata per la raccolta e smaltimento dei rifiuti a Latina, evidenziando il fallimento di un progetto che ambiva alla trasparenza.

Le prossime fasi

Sono in corso ulteriori accertamenti su altre gare d’appalto e sui comportamenti di tutti i 14 indagati. La Procura di Latina, guidata da Giuseppe De Falco, con i sostituti Daria Monsurrò e Giorgia Orlando, sta cercando di ricostruire l’intero quadro del sistema corruttivo. La vicenda, oltre agli aspetti penali, solleva interrogativi sul futuro di ABC e sull’intero sistema di gestione dei beni comuni.

L’inchiesta, già ribattezzata “Scandalo ABC”, rappresenta l’ennesima prova di come, senza un rigido controllo, anche i progetti più virtuosi possano degenerare in strumento di abuso e corruzione.