CAMPODIMELE – Il progetto di riqualificazione e efficientamento energetico del Monastero di Sant’Onofrio, approvato dalla Regione Lazio, ha ottenuto il primo posto nel bando “Luoghi della Cultura 2024”, conferendo a Campodimele un primato regionale nel settore culturale e turistico.
Un Piano per il Futuro
L’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Tommaso Grossi, ha presentato un progetto innovativo che punta non solo alla valorizzazione del monastero, ma anche alla creazione di un modello di turismo sostenibile. Gli interventi previsti includono:
- Messa in sicurezza del sito e riqualificazione dei percorsi pedonali con materiali ecocompatibili.
- Efficientamento energetico grazie a pannelli fotovoltaici, solari termici e illuminazione a basso impatto ambientale.
- Spazi interni riqualificati per accogliere visitatori e promuovere le eccellenze enogastronomiche locali.
- Aree esterne attrezzate, pensate per famiglie e pellegrini, con strutture di relax e gioco.
- Digitalizzazione culturale, con guide multimediali e ricostruzioni virtuali per un’esperienza interattiva.
Le Parole del Sindaco
“Il rispetto della nostra storia può convivere con l’innovazione”, ha dichiarato il sindaco Grossi. “Questo progetto rappresenta un impegno costante per rendere Campodimele un centro nevralgico della cultura e del turismo nel Lazio. Il nostro obiettivo è innovare senza perdere l’anima del territorio.”
Un Luogo di Storia e Devozione
Situato nella storica Terra Sancti Benedicti, il Monastero di Sant’Onofrio è stato fondato nell’XI secolo su iniziativa dell’abate Desiderio di Montecassino. Originariamente isolato, è divenuto nel tempo un punto di riferimento spirituale per pastori e boscaioli dei Monti Ausoni e Aurunci. La figura di Sant’Onofrio, grande anacoreta vissuto nella Tebaide egiziana, continua a ispirare una forte devozione, tanto che il santo è ancora oggi il patrono di Campodimele.
Tradizioni Secolari
La comunità celebra ogni anno il 12 giugno la festa di Sant’Onofrio con antiche tradizioni, tra cui la preparazione delle “ciammotte ammuccate”, lumache in salsa verde simbolo della festa. Questo momento di devozione e convivialità rafforza il legame tra passato e presente, unendo le generazioni nel ricordo delle radici culturali.
Un Esempio per il Lazio
Con il suo progetto di riqualificazione, Campodimele dimostra come sia possibile coniugare storia, innovazione e sostenibilità, offrendo un modello di sviluppo culturale e turistico che può ispirare altre realtà del Lazio e dell’Italia.