Respinta l’archiviazione per Giovanni Secci: il vicesindaco di Sabaudia sotto accusa per reati ambientali

SABAUDIA – Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario, ha respinto la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura nei confronti di Giovanni Secci, vicesindaco di Sabaudia, e della dirigente comunale Concetta Pennavaria. Entrambi sono ora chiamati a comparire in udienza il prossimo 3 febbraio per rispondere delle accuse di distruzione di habitat protetto e omissione di atti d’ufficio. Le parti offese individuate includono il Comune di Sabaudia, la Regione Lazio e l’Ente Parco Nazionale del Circeo.

Le accuse contro Secci

Le indagini, coordinate dalla Procura di Latina e condotte dai Carabinieri Forestali del Nipaaf, si concentrano su una Segnalazione Certificata di Inizio Attività (Scia) presentata dallo stesso Secci, che, in qualità di geometra e tecnico, avrebbe agito anche come procuratore speciale della società Alinnia, gestore del chiosco balneare “Maui”. La Scia, presentata quando Secci era già vicesindaco, avrebbe permesso all’imprenditore Carlo Scavazza, proprietario del lotto di duna, di ottenere l’autorizzazione per il noleggio di ombrelloni e sdraio, un’attività altamente redditizia sul litorale pontino.

La vicenda ha coinvolto anche Concetta Pennavaria, dirigente delle attività produttive, accusata di non aver intrapreso alcuna azione per verificare la legittimità della Scia. Gli approfondimenti investigativi, inoltre, hanno rivelato che Secci avrebbe presentato una nuova Scia per lo stesso scopo anche nell’anno successivo.

Il ruolo di Leonardo Corni e le sue vicende giudiziarie

L’inchiesta si intreccia con altri nomi noti della cronaca locale. Tra gli indagati figura Leonardo Corni, imprenditore titolare della società che gestisce il chiosco “Elysium” e già coinvolto in diverse vicende giudiziarie. Corni è attualmente sotto processo per spaccio di stupefacenti in un procedimento avviato nel febbraio 2023. Inoltre, è imputato in un caso di delitto colposo contro l’ambiente per l’uso di pesticidi pericolosi in alcune scuole di Sabaudia nel 2019, evento che costrinse l’allora sindaco Giada Gervasi a chiudere gli istituti scolastici.

L’opposizione e le origini dell’indagine

Le indagini sulla posizione di Giovanni Secci traggono origine dalle richieste di accesso agli atti presentate dall’opposizione politica, decisa a fare chiarezza sulle autorizzazioni rilasciate per le attività balneari. Già ad agosto 2022, il nome di Secci era stato menzionato nell’ambito dell’inchiesta “Dune”, che aveva scosso gli equilibri politici locali.

La vicenda, che si inserisce in un contesto già segnato da scandali e procedimenti giudiziari, continua a gettare ombre sulla gestione amministrativa di Sabaudia. L’udienza fissata per il 3 febbraio sarà cruciale per chiarire il ruolo di Secci e degli altri imputati in questa complessa vicenda.