Minturno / Il Consiglio regionale dice no all’impianto di essiccamento fanghi

MINTURNO – Un passo decisivo nella battaglia per la protezione del territorio di Minturno è stato fatto mercoledì scorso, quando il Consiglio della Regione Lazio ha approvato un ordine del giorno che blocca la realizzazione di un impianto di essiccamento dei fanghi, minacciando la salubrità dell’area. La decisione, accolta con favore dai cittadini e dalle associazioni locali, segna una vittoria importante contro un progetto che avrebbe potuto compromettere irreversibilmente l’ambiente e la qualità della vita dei residenti.

Il Consiglio della Regione Lazio ha approvato l’ordine del giorno presentato da Enrico Tiero, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, contro la realizzazione di un impianto di essiccamento fanghi a Marina di Minturno. Il verdetto, letto dal Presidente del Consiglio della Pisana Antonello Aurigemma, rappresenta un importante passo nella tutela di un’area di interesse storico, archeologico e paesaggistico.

Un progetto controverso

Il progetto, proposto da Acqualatina S.p.A., prevede il trattamento di circa 6.500 tonnellate annue di fanghi derivanti dalla depurazione dei reflui civili della provincia di Latina. L’impianto sarebbe collocato in un’area agricola adiacente all’attuale depuratore, vicino a zone residenziali e attività economiche. Questa vicinanza ha sollevato preoccupazioni tra i cittadini e le associazioni locali, che temono conseguenze negative per la qualità della vita, la salubrità dell’aria, il turismo e l’agricoltura, pilastri dell’economia locale.

Il ruolo di Enrico Tiero

Enrico Tiero, presidente della Commissione Sviluppo Economico e Attività Produttive del Consiglio regionale del Lazio, ha spiegato in una nota l’importanza dell’ordine del giorno.

“La vicinanza dell’impianto alle abitazioni e alle attività economiche rischia di compromettere la qualità della vita dei cittadini e il valore immobiliare delle proprietà circostanti. Inoltre, settori chiave come il turismo e l’agricoltura potrebbero subire ripercussioni negative. Per questo, ho ritenuto indispensabile chiedere un intervento della giunta regionale per trovare altri siti idonei.”

Tiero ha sottolineato che lo Studio Preliminare Ambientale non ha fornito sufficienti garanzie in termini di sicurezza per la salute pubblica e l’ambiente. “La provincia di Latina è molto estesa e considero ragionevole individuare un’area più centrale per la creazione di un impianto di essiccamento fanghi,” ha aggiunto.

Il parere del Consiglio comunale e delle associazioni

La questione aveva già acceso il dibattito locale. Il Consiglio comunale di Minturno, in una seduta straordinaria tenutasi poco prima di Natale, aveva espresso il proprio dissenso unanime contro la realizzazione dell’impianto. In quella sede, era stata approvata una delibera per avviare la procedura di vincolo urbanistico e paesaggistico sull’area designata.

Anche diverse associazioni nazionali, tra cui Legambiente Circolo Verde Azzurro Sud Pontino APS, Italia Nostra APS Regionale e Confconsumatori Latina, hanno dichiarato il loro fermo no al progetto. Le organizzazioni hanno avviato una petizione popolare per raccogliere firme contro l’impianto, evidenziando i rischi ambientali e sociali che comporterebbe.

Le dichiarazioni dei consiglieri

Durante la seduta, Salvatore La Penna, consigliere del Partito Democratico, ha ribadito il sostegno all’ordine del giorno ma ha sollecitato una riflessione più ampia sul piano rifiuti regionale e sulle politiche autorizzative. “Per quanto riguarda il sito di Minturno, alcuni pareri favorevoli sono già stati espressi. È necessario un approfondimento per garantire che il piano sia sostenibile e risponda alle esigenze del territorio,” ha detto.

Prossimi passi

Enrico Tiero ha annunciato che incontrerà a breve il presidente di Acqualatina S.p.A., Cinzia Marzoli, per chiedere una revisione del progetto. “Intendo sottoporre la questione alla dottoressa Marzoli, affinché si valuti la possibilità di soprassedere alla realizzazione dell’impianto a Minturno. È fondamentale che si rispettino le esigenze della comunità e si trovino soluzioni che tutelino l’ambiente e il benessere dei cittadini,” ha dichiarato Tiero.

L’approvazione dell’ordine del giorno da parte del Consiglio regionale rappresenta un importante passo nella difesa del territorio di Minturno. Tuttavia, la vicenda non è ancora conclusa e continuerà a essere al centro dell’attenzione pubblica e politica.