Acca Larentia, tra saluti romani e “Viva la Resistenza”: il gesto coraggioso di un giovane di Cori

CORI – Il 7 gennaio 2025, durante la commemorazione annuale in via Acca Larentia a Roma, un giovane di Cori ha interrotto la cerimonia gridando: “Viva la Costituzione, viva la Resistenza, merde!”. L’evento ricorda l’uccisione, avvenuta il 7 gennaio 1978, di Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta, militanti del Fronte della Gioventù, davanti alla sede del Movimento Sociale Italiano nel quartiere Tuscolano. Nella stessa giornata, durante gli scontri con la polizia, perse la vita anche Stefano Recchioni.

La commemorazione di quest’anno ha visto la partecipazione di circa 1.300 persone, molte delle quali hanno eseguito il saluto romano, gesto associato all’ideologia fascista. La Digos della Questura di Roma sta analizzando i filmati per identificare i responsabili di tali atti, che potrebbero configurarsi come apologia del fascismo, in violazione delle leggi Mancino e Scelba.

Marco Cardilli

Il contestatore, identificato come Marco Cardilli, 30 anni, residente nelle vicinanze di via Acca Larentia, ha espresso il suo dissenso verso la manifestazione, dichiarando: “Invece di arrestare i manifestanti per apologia del fascismo, identificano chi si appella alla Costituzione”.

In piazza c’erano pure gruppi neofascisti minori: Lealtà e Azione, Azione Frontale, Spqr Skinhead, a vigilare dalla notte sulla targa abusiva, firmata «i camerati», che il Comune di Roma aveva rimosso. Secondo Cardilli, “è giustissimo che vengano commemorate le vittime della lotta armata. Un periodo nel quale ogni giorno venivano uccise delle persone, sia da parte delle organizzazioni di destra che di sinistra, ma non è assolutamente accettabile che questo luogo diventi Predappio”. E sul rito del “Presente”: “È inaccettabile che il momento di ricordo di tre ragazzi si trasformi in un raduno neofascista, con gente che fa il saluto romano e che inneggia pubblicamente al Ventennio”. Invece è accaduto di nuovo. “Scene di questo tipo sono intollerabili per ogni Paese che abbia subito il fascismo, il nazismo: un periodo di guerre, campi di sterminio”.

“Sono orrori che conosciamo tutti, che abbiamo studiato. Forse qualcuno non ha studiato, perché io sono stato identificato solo perché mi sono appellato alla Costituzione”, aggiunge Cardilli. La Digos è al lavoro per identificare gli autori dei saluti romani. Alcuni sono gli stessi dei 31 che già rischiano il processo per le braccia tese del 2023. Tra questi il presidente di Casapound Gianluca Iannone.

L’ex sindaco di Cori, Tommaso Conti, ha elogiato il gesto di Cardilli, affermando: “Mando un abbraccio e faccio i miei personali complimenti al ragazzo di Cori, di cui non faccio il nome per l’apprensione dei familiari, ma che tutti possono riconoscere dai filmati televisivi, per il coraggio mostrato nell’ urlare Viva la Resistenza, Viva la costituzione dinanzi ad una adunata di neofascisti a Roma. Forse si poteva risparmiare quell’ultima parola, ma mi sembra un peccato veniale rispetto a tutto il resto”.

La commemorazione di Acca Larentia è da anni oggetto di polemiche a causa della presenza di simboli e gesti riconducibili al fascismo. Eventi analoghi si sono verificati in passato, con partecipanti che eseguivano il saluto romano e intonavano cori fascisti. Le autorità hanno più volte avviato indagini per identificare i responsabili e valutare eventuali violazioni delle leggi vigenti.

La partecipazione di numerosi militanti di estrema destra e l’esecuzione del saluto romano durante la commemorazione hanno suscitato reazioni contrastanti. Alcuni esponenti politici hanno espresso preoccupazione per la diffusione di simboli fascisti, mentre altri hanno difeso il diritto di commemorare le vittime degli anni di piombo. La presenza di contestatori come Cardilli evidenzia le tensioni ancora esistenti nella società italiana riguardo alla memoria storica e all’interpretazione degli eventi del passato.

In conclusione, l’episodio avvenuto durante la commemorazione di Acca Larentia sottolinea la necessità di un dibattito approfondito sul significato di tali manifestazioni e sull’importanza di rispettare i principi costituzionali, evitando l’apologia di ideologie contrarie ai valori democratici su cui si fonda la Repubblica Italiana.

Un tema che richiama riflessioni più ampie, come quelle affrontate da Valentina Mira nel suo libro “Dalla stessa parte mi troverai”, candidato al Premio Strega. L’autrice, con una prosa incisiva e un’introspezione profonda, esplora l’importanza di non cedere a compromessi quando si tratta di schierarsi per la giustizia, la democrazia e i diritti. Un’opera di forte attualità, che invita a riconoscere la resistenza – quella quotidiana e quella storica – come un valore fondante della società moderna.