LATINA – Un altro capitolo si aggiunge alla già controversa storia di Francesco D’Antonio, 35enne di Latina con un passato segnato da crimini e violenza. Nella serata del 21 dicembre, D’Antonio è stato protagonista di un incidente stradale avvenuto all’incrocio tra via Quarto e via Ecetra, seguito da una fuga che ha suscitato l’indignazione dell’opinione pubblica locale.
L’incidente e la fuga
Alla guida di un SUV Audi Q8 verde, D’Antonio ha travolto una Mercedes Classe A condotta da un commercialista 50enne di Latina. L’impatto è stato violento, tanto da attirare i residenti della zona. Dopo l’incidente, D’Antonio è sceso dall’auto, ha sorseggiato un bicchiere di vino e ha rassicurato il conducente della Mercedes, rimasto lievemente ferito, promettendo di contattare l’assicurazione. Poco dopo, però, ha abbandonato il bicchiere sulla strada, risalito sul SUV e si è dato alla fuga.
Il veicolo è stato ritrovato poco dopo, abbandonato in un parcheggio nella zona del Lido di Latina. La Polizia Locale, ricostruendo la dinamica grazie ai testimoni e ai dati sul SUV, ha identificato la proprietà del veicolo, risultato noleggiato.
Pressato dalle indagini e dall’eco mediatica dell’incidente, D’Antonio si è presentato alla Polizia Locale il 23 dicembre accompagnato dal suo avvocato. È ora indagato per omissione di soccorso e lesioni, con il rischio di ulteriori sanzioni per le violazioni al Codice della Strada.
Un passato di violenza e crimine
La figura di Francesco D’Antonio non è nuova alle cronache pontine. Nel 2011, D’Antonio fu condannato a 15 anni e 6 mesi per il ruolo di organizzatore nella spedizione punitiva che portò all’omicidio di Matteo Vaccaro nel Parco Europa di Latina.
Dopo aver scontato anni di carcere e arresti domiciliari, a luglio 2023 il Tribunale di Sorveglianza di Roma revocò la misura alternativa dell’affidamento in prova al servizio sociale, a seguito di un altro episodio di violenza. A giugno dello stesso anno, infatti, D’Antonio era stato arrestato per aver ispirato e partecipato a una brutale aggressione contro un 24enne, pestato selvaggiamente vicino alla sua abitazione in via Londra.
Un profilo problematico
La Corte di Cassazione, nel marzo 2024, aveva annullato un’ordinanza di revoca dell’affidamento in prova, chiedendo al Tribunale di Sorveglianza di Roma di esaminare la possibilità di una detenzione domiciliare. Tuttavia, gli episodi di violenza reiterata e la mancata collaborazione con le autorità hanno evidenziato la pericolosità del soggetto, rimettendolo al centro di decisioni giudiziarie che non hanno ancora trovato una soluzione definitiva.
Un nuovo episodio che riaccende i riflettori
L’incidente del 21 dicembre non è solo un caso di cronaca, ma un ulteriore esempio della difficoltà nel reintegrare persone con un passato criminale in società. La figura di D’Antonio, con i suoi precedenti e le condotte violente, pone interrogativi sulla gestione delle misure alternative alla detenzione e sulle dinamiche di recidiva.
Latina resta scossa dall’ennesimo episodio che coinvolge D’Antonio, un personaggio noto non solo per i suoi crimini passati, ma anche per la capacità di catalizzare l’attenzione mediatica. La cittadinanza attende ora una risposta giudiziaria che possa finalmente interrompere una scia di violenza che sembra non avere fine.
Le indagini sull’incidente e sui fatti collegati proseguono, con la speranza che si possa mettere un punto fermo a questa lunga e inquietante vicenda.
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